Archivio per gennaio 2008

30
gen
08

Back in Black

- 12 Gennaio 2008 -Finalmente torna ”LA MAGLIA NERA” ! 

La cara, vecchia Maglia Nera si trasforma in Numero Nero
Il simbolo dell’ultimo in classifica che decretò, nel primo Dopoguerra, la celebrità dei Malabrocca, dei Pinarello, dei Carollo viene riproposto senza i trucchi e gli imbrogli che ne decretarono la scomparsa. L’intento è quello di ritrovare nella correttezza la magìa dell’ultimo, faticatore come e più degli altri, spesso malconcio, che porta comunque a termine la gara. Gli organizzatori del Giro ne hanno parlato con il presidente dell’Associazione corridori, per condividere le nuove regole.

Se rovesciate una classifica, se partite dal fondo, c’è sempre un nome che spicca, degno di nota, quello dell’ultimo: è il “fanalino di coda” o, ciclisticamente, la Maglia Nera. Di sicuro costui non è mai il migliore dei peggiori, non è certo la “pecora nera del gruppo”. L’ultimo è comunque un atleta che si piazza, è rimasto in gara faticando per aiutare il suo capitano e ha superato anche le insidie del “tempo massimo”. Là dove la disciplina non si basa su una sfida a due, lo sport prevede sempre una nutrita graduatoria con un podio, tanti atleti piazzati e uno solo all’ultimo posto. Non a caso Eddy Merckx, un vincente per antonomasia, sanciva così l’importanza di tutti gli avversari: “Se corressimo in pochissimi, i più bravi, nessuno verrebbe ad applaudirci. E ricordate: il ciclismo vive anche di gente che va in fuga quando non l’aspetti e talvolta arriva in fondo”.

Proprio per valorizzare gli ultimi – affiché evangelicamente ‘diventino i primi’ – il Giro d’Italia nel 1946 si diede la Maglia Nera, come simbolo identificativo dell’ultimo in classifica. Non c’era la tivù, solo la radio narrava le imprese dei ciclisti sollecitando in chi ascoltava le migliori suggestioni. Tra queste gli epici duelli di chi gareggiava per quel simbolo, la Maglia Nera. Colui che, più di ogni altro, consacrò l’espressione e interpretò al meglio il ruolo fu Luigi Malabrocca, corridore tortonese, classe 1920, tutto tranne che un brocco (vinse 15 corse da professionista): ultimo nel Giro 1946 a 4 ore 9′ 34” dal vincitore Bartali, ultimo nel 1947 a 5 ore 52′ 50” da Coppi, penultimo nel 1949 a 7 ore 47’26”0 da Coppi, non centrò il tris perché fu superato da Carollo – arrivato a 9 ore 57’07” – solo perché i commissari non attesero l’arrivo di tutti i corridori.

In pochi anni i duelli per la Maglia Nera produssero eccessi in serie, trucchi e stratagemmi per rimanere attardati, con corridori che si nascondevano e giudici di gara che non li potevano sanzionare. L’unico spauracchio era il “tempo massimo” che li avrebbe tolti di corsa. L’ultimo ad aggiudicarsi la Maglia Nera fu Giovanni Pinarello, nel 1951, poi fu eliminata, in forza delle rimostranze degli stessi corridori che non accettavano le “pagliacciate” e desideravano tutelare la loro immagine. Mai più fu attribuita una maglia per l’ultimo in classifica, ma l’espressione è rimasta, è entrata stabilmente nel linguaggio comune: oggi si legge di “Italia maglia nera delle Borse europee” ma anche di “Usa, Inghilterra, Russia, Cina maglia nera per la privacy”.

La Maglia Nera ora si modernizza e diventa Numero Nero: gli organizzatori di Rcs Sport e de “La Gazzetta dello Sport” lo propongono – ne hanno concordato le mosse con Amedeo Colombo, presidente dell’Associazione Corridori – in quanto numero ufficiale di gara, bianco su fondo nero già dalla prossima edizione (10 maggio-1 giugno 2008) a connotare l’ultimo in classifica. Sui numeri colorari c’è un precedente illiustre: nel 2006 era stato istituito, per festeggiare i 110 anni de “La Gazzetta dello Sport”, il Numero Rosa che premiava il corridore più valido nello speciale graduatoria dei traguardi Gazzetta 110.

Il Numero Nero premierà giorno dopo giorno l’ultimo in classifica, lo renderà riconoscibile, ma non si accompagnerà a premi significativi che potrebbero, in breve, distorcerne la finalità: quella di valorizzare un ruolo scomodo ma significativo perché l’ultimo in classica fatica come gli altri o magari di più perché aiuta il suo capitano oppure perché, malconcio, vuol portare ugualmente a termine la corsa. Gli ultimi hanno una precisa dignità, sempre da tutelare.

Gli Ultimi Classificati di ogni Giro

1909 Giuseppe PERNA 1910 Umberto TURIONI 1911 Antonio ROTONDI 1912 Solo classifica a squadre 1913 Mario LONATI 1914 Umberto RIPAMONTI 1919 Francesco MARCHESE 1920 Nicolò DI BIASE 1921 Andrea CAZZANIGA 1922 Roberto VALPREDA 1923 Giusto SCHERIL1924 Telosforo TENAGLIA 1925 Luigi BRIVIO 1926 Davide CHIESA 1927 Paolo BALDIERI 1928 Giuseppe BORGHI 1929 Giuseppe BORGHI 1930 Giovanni CARNIELLI 1931 Alberto MONGIANO 1932 Tullio VINCENTI 1933 Ettore MEINI 1934 Attilio PAVESI 1935 Oreste BOCCACCIA 1936 Vito LIPPOLIS 1937 Elio MALDINI 1938 Werner HUBER (Svi) 1939 Serafino SANTAMBROGIO 1940 Francesco ALBANI 1946 Luigi MALABROCCA  1947 Luigi MALABROCCA 1948 Aldo BINI 1949 Sante CAROLLO 1950 Mario GESTRI 1951 Giovanni PINARELLO 1952 Renzo ZANAZZI 1953 Hein VAN BREENEN (Ola) 1954 Hortensio VIDAURRETA (Spa) 1955 Georges DECAUX (Fra) 1956 Angelo COLETTO 1957 Angelo PISCAGLIA 1958 Charles COSTE (Fra) 1959 Antonio ULIANA1960 Tonino DOMENICALI 1961 Augusto MARCALETTI 1962 Fedele RUBAGOTTI 1963 Giuseppe TONUCCI 1964 Dino BRUNI 1965 Vittorio POLETTI 1966 Paolo GELLI 1967 Lucillo LIEVORE 1968 Giuseppe POLI 1969 Mario BETTAZZOLI 1970 Virginio LEVATI 1971 Lucillo LIEVORE 1972 Piero SPINELLI 1973 Rodolfo ONGARATO 1974 Ercole GUALAZZINI 1975 Franco CALVI 1976 Giovanni COLPO 1977 Ignazio PALEARI 1978 Pietro ALGERI 1979 Bruno ZANONI 1980 Giuliano CAZZOLATO 1981 Stephan SCHROEPFER (Ger) 1982 Enea MONTANARI 1983 Claudio GIRLANDA 1984 Greg SAUNDERS (Usa) 1985 Patrizio GAMBIRASIO 1986 Daniele ASTI 1987 Dante MORANDI 1988 Dante MORANDI 1989 Patrizio GAMBIRASIO 1990 Alessio DI BASCO 1991 Endrio LEONI 1992 Eros POLI 1993 Stefano GIRALDI 1994 Jurgen WERNER (Ger) 1995 Roberto PELLICONI 1996 Francisco CEREZO (Spa) 1997 Marco Antonio DI RENZO 1998 Marco Antonio DI RENZO 1999 Hendrik VAN DYCK (Bel) 2000 Bradley McGEE (Aus) 2001 Michele COPPOLILLO  2002 Eddy SERRI 2003 Salvatore SCAMARDELLA 2004 Corrado SERINA 2005 Russel VAN HOUT (Aus) 2006 Carl NAIBO (Fra) 2007 Oscar GATTO

Tratto da www.gazzetta.it

12
gen
08

How do i did it! Come lo feci!

gsssss

Da un po’ di tempo stavo meditando su “come costruire una bici fissa” , mi sono informato nel web e ho trovato molte cose interessanti su questo argomento.

La “Bici fissa” è il tipo più vecchio e semplice di bicicletta. è una bici a singola velocità senza il movimento libero; cioè il pignone posteriore è fisso e pertanto quando la bici è in movimento i pedali si muovono sempre in trazione……..non puoi smettere di pedalare sulla fissa!

Definizione di Fissa: Bici Fissa, Bici a Scatto Fisso, Fixed Gear, Fixed-Gear o Fixed-Gear Single Speed.

Molti hanno una fissa per puro divertimento, ma ci sono diverse ragioni per provarne una: vi rimando al Guru della bici http://www.sheldonbrown.com/fixed.html che cosi’ scrive: “There is an almost mystical connection between a fixed-gear cyclist and bicycle, it feels like an extension of your body to a greater extent than does a freewheel-equipped machine. If you are an enthusiastic, vigorous cyclist, you really should give it a try. There are many reasons, including: Fun, Fitness, Form, Feel & ‘Ficciency!

Le bici fisse sono derivate dalle bici da pista che si prestano alla conversione (fixed-Gear Conversions) grazie ai forcellini posteriori orizzontali e alle geometrie del telaio. Non avendone una ho cercato una diversa soluzione per realizzare una bici fissa di prova. Molti convertono delle bici da strada, ma anche delle MTB.

Il Cadavere

monsters

Ho recuperato il cadavere della vecchia bici di mia moglie, che era inutilizzata per via del cambio rotto e altri difetti. Si tratta di una bici (chinese) ricevuta in omaggio col Vino di una nota marca Italiana. Un vero cesso di MTB, anche se dalla mountain non ha niente, è più una city bike. L’ho recuperata solo per un motivo, ha i forcellini orizzontali (requisito minimo per la fissa).

forcellini

Il Telaio

Ho smontato tutto e ho eliminato il cambio, i cantilever, ruote, sella etc. Ho carteggiato tutto il telaio con il CP (Chicago Precision) e prodotti abrasivi Pferd. L’ho fatto verniciare da un caro amico che se ne intende e che a costo zero ha riverniciato la bici di Nero (il colore era Gratis). Le decals che vedete nelle foto le ho fatte con film adesivo plastico PVC idrorepellente stampandole con la inkjet.

frame

Il Cuore

Dovete sapere che il cuore della fissa è il mozzo posteriore: generalmente si usa un mozzo da pista con un pignone e una flangia controfilettata antisvitamento, un mozzo del genere costa 100-200 eurix; perciò ho deciso di prendere la cassetta pignoni e fare quello che è conosciuto come conversione del mozzo da libero a fisso. Ho fatto saldare in officina solo il movimento libero alle pareti del mozzo e poi ho tolto tutti i pignoni. Ho fatto due distanzieri e ho messo il pignone in mezzo nella posizione di “linea catena” (ovviamente misurando con un calibro) il pignone non ha giochi ed è tenuto fermo da 2 grani e 2 spine in acciaio. Il mozzo cosi’ completato è stato poi rimontato sulla ruota col “Metodo Pettenella” (anche conosciuto come “Suicide Hub”).

morrorig moxosold

Cassetta originale chinese Movimento libero saldato

hubby.jpg

Il Mozzo Fisso realizzato in officina.

Montaggio

Ho rimontato tutta la bici pazientemente, migliorando un po’ gli accoppiamenti e ingrassando bene cuscinetti e coppe (la bici originale non aveva grasso nei cuscinetti…solo sabbia). Il problema più grosso è stato il Chainstay (allineamento catena) e il serraggio del mozzo posteriore.
mount

Non vi sembra già più bella e leggera senza tutti quegli orpelli ? Ho messo solo il V-Brake all’anteriore al posto del cantilever.

Finiture e Road Test

Dopo aver terminato il montaggio di tutti i pezzi ho fatto un giretto in cortile, inutile dire che dopo ho dovuto serrare tutti i bulloni vari. Non avevo idea dei carichi che ci sono in gioco col fisso (ad esempio: sulle pedivelle e sulla guarnitura).

Il test vero e proprio l’ho fatto di 10 Km, è stato pazzesco: adesso ho capito a cosa servono le clips sui pedali e comunque non ho mai toccato terra, è impressionante il fatto che non si può smettere di pedalare, dopo ci si abitua; il difficile è la discesa ! Le foto che seguono sono quelle della bici definitiva:

verty

girotest

 

La fissa è pericolosa: vedi http://www.sheldonbrown.com/fixed.html

Nel post ci sono dei links altri li trovate nel Blogroll.

Ringraziamenti:

Ringrazio per il supporto e l’aiuto: Cokis, Oscar, Emi, Boris, Sheldon Brown, J. Panula, Bicitime di Mauro Milani, Claudio, Eros.

Bici Fissa, Bici a Scatto Fisso, Fixed Gear, Fixed-Gear, Fixed-Gear Single Speed, Fixed Gear Conversion, Skatofix, Singlespeed, Scatto Fisso, Scatto-Fisso, Pista

TECHNICAL DATA
MANUFACTURER STEEK-HUTZY Bikes
MODEL SKATOFIX XR26R
ENGINEERING El Chapo
FRAME Unknown Chinese Manufacturer – Steel
PAINT (FRAME) Black Dust
WHEELS Unknown Chinese Manufacturer – Alloy
TIRES Deestone 26 x 1.40
TUBES Michelin
CRANKSET Unknown Chinese Manufacturer – Modified
CHAIN Standard 1/8″
HUB Suicide Hub – Pettenella’s Method
SEAT Selle Royal – Mod. MACH
SEATPOST 24.5 mm (rare)
FRONT BRAKE GEAR V-Brake
PEDALS Toe Clipless – K7 Bone Killers
GEARS Front 42 Rear 21 – 42:21 (2:1)
METRIC DEV. 3.89 m

04
gen
08

PB Logo Contest

Ho modificato il Logo iniziale sui vs. suggerimenti:

Il Logo può essere formato solo dall’immagine:

PBlogo Alone   come in questo esempio, oppure…..

Con le scritte intorni come negli esempi successivi:

gang     orang     defin  

L’ultimo mi sembra quello più indicato, si possono eventualmente cambiare i colori etc. Si attendono commenti…………. per poter andare avanti.




Urka

SUbscribe to my Newsletter

Add this

Bookmark and Share

Calendar

gennaio: 2008
L M M G V S D
« dic   feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Categories

Blog Stats

  • 248,263 hits

SkatoFeed


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.