Archivio per febbraio 2009

26
feb
09

Neroogle & the BlackBack Web Theory

BlackBack Web Theory

blackback

Nerooo – risparmio energia

Perché il colore nero ? E stato dimostrato con diversi studi, che una pagina colore scuro del nostro monitor, consuma all’ in circa 25% in meno di una pagina bianca. Questo perché i pixels neri risultano quasi spenti, e quindi il monitor consuma meno fa cendoci risparmiare. (link)
Si fanno centinaia di milioni di ricerche ogni giorno. Considerato che una ricerca dura circa 10 secondi, questo vuol dire 550. 000 ore di ricerche ogni giorno. 15 watt (secondo gli studi) di risparmio su ogni monitor, si potrebbero risparmiare 3.000.000 KWatt/ ora in giro di un anno. Sono veramente tanti… e noi cominciamo a risparmiare i nostri KWatt. (link)

Nerooo – salva la vista

Sappiamo che la luce bianca troppo intensa, stanca di più i nostri occhi. Sono tanti quelli che stanno per tante ore al giorno d’avanti al monitor. Con Nerooo avremo la vista più riposata a fine giornata.

BLACKBACK WEB THEORY

26
feb
09

Calendario Giovanissimi 2009

Ciao a tutti…

La Società Ciclistica Castellettese ha pubblicato il Calendario Provvisorio Gare Giovanissimi 2009.

calegg09

Il calendario è scaricabile in .pdf da questo link: CALENDARIO 2009

24
feb
09

Red Bird

My friend Beto Rea, a Body Artist made its movie……

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Hi.
in your skin productions is a film company since 2005.
We are working in diferents projects(performances,video productions and body rituals)
The last project is Red Bird the short film about the Body Suspension..
In this dvd have a bonus material ( Superfly Suspension Crew promo video and the trailer from our next film ” Mutants Fly”
We offer this dvd for 10€ from 10 copies plus send Service..
so you can sale this movie in you place and charge 15€ the normal cost for private costumers.
When you buy this movies you help to our next project.
so i hope are you intresting in get our film and support us.!
Red Bird is now in sale in diferents Tattoo shops and some wholesale Body piercing supplies.(Per-4 and Industrial Strange)
You can see more in our home page: www.inyourskinproductions.com
or contact us by Mail: inyourskinproductions@googlemail.com

our Telefon nummer +49 17626249357
Thanks a lot for support our projects.
Roberto Rea
in your skin productions.

14
feb
09

Il pirata è sempre con noi

Marco Pantani

14 Febbraio 2009

11
feb
09

Stoled shared bikes for sale

Il “Corriere della Sera” ha pubblicato un articolo dal titolo “Le bici del Comune a Parigi piacciono troppo ai vandali” di Francesco Tortora.

L’articolo ha reso noti i dati dopo un anno e mezzo di attività del sistema di noleggio biciclette del Comune di Parigi: Velib

Grande successo come numero di utenti, ma su 20mila mezzi, 7800 sono scomparsi e 11mila e 600 danneggiate.

Dopo i trionfalismi e gli innumerevoli attestati di stima, sono arrivati i numeri, tutt’altro che confortanti. A un anno e mezzo dal lancio del programma “Velib” (bicicletta libera), l’ormai celebre servizio pubblico di noleggio di biciclette ideato dal sindaco Bertrand Delanoë e imitato da decine di città, il comune di Parigi presenta i conti. E sono disastrosi. Sebbene il programma abbia ottenuto un successo d’utenza (170.000 abbonamenti, più di 41 milioni di tragitti effettuati e circa 78.000 parigini che usano ogni giorno le biciclette pubbliche), il vandalismo, i furti e l’inciviltà’ dei cittadini hanno trasformato quest’esperimento in un mezzo disastro. I numeri parlano chiaro: su un totale di 20.000 biciclette messe a disposizione dei parigini, 7800 sono scomparse mentre 11.600 sono state danneggiate

La notizia e’ stata una vera doccia fredda per gli ecologisti e tutti coloro che hanno sostenuto l’iniziativa. Tuttavia, come ricorda il quotidiano “Le Parisien”, è ormai all’ordine del giorno vedere nelle strade della capitale francese biciclette bruciate, smontate oppure gettate nelle acque della Senna. Alla fine la JCDecaux, società privata che gestisce le bici, ha calcolato che se per dieci giorni si fermasse l’attività dell’impresa che aggiusta le biciclette danneggiate (ogni giorno sono effettuati circa 1500 riparazioni), a Parigi non vi sarebbero più Velib. Inoltre secondo la JCDecaux i costi diventano ancora più allarmanti quando bisogna sostituire le biciclette: per ogni nuova bici ci vogliono più di 400 euro. La JCDecaux non sembra affatto soddisfatta della situazione: uno delle lamentele più frequenti della società è che il Comune nel primo anno di attività ha guadagnato più di 20 milioni di euro grazie all’iniziativa (ogni mezz’ora di noleggio delle biciclette costa un euro), mentre tutte le spese di riparazione sono ricadute sulla società. Secondo il settimanale Nouvel Observateur l’accordo tra il Comune di Parigi e la società è stato modificato nel luglio 2008: adesso la maggioranza delle spese di riparazione e di sostituzione saranno pagate dalla Ville Lumière.

Il sindaco Delanoë non ha voluto assecondare la richiesta di JCDecaux che chiedeva di sopprimere alcune stazioni dove avvenivano la maggior parte dei furti e dei danneggiamenti come quella di “Parc Floral”, che si trova all’interno del “Bois de Vincennes” e quelle presenti nei quartieri storici di “Les Halles”, “Montparnasse” e “Pigalle”. Per ridare vigore all’iniziativa il sindaco Delanoë ha deciso di finanziare una campagna pubblicitaria antivandalismo: «Ogni parigino deve dar prova del suo civismo” dichiara il sindaco socialista. “Solo così la città potrà ancora beneficiare di questo servizio». Tuttavia l’iniziativa è bocciata da Rémi Pheulpin, direttore generale di JCDecaux che confida al quotidiano “Le Parisien”: «E’ qualcosa che incanta, ma non e’ sufficiente».

NOTA: le bici “Velib” fanno così schifo che nessuno le ruberebbe mai perciò si tratta di puro e semplice vandalismo incivile……….per queste ragioni in Italia questi progetti non partono neanche. L’unico servizio che funzionerebbe è il “STOLED SHARED BIKES for SALE”…..il comune di Parigi dovrebbe rubarsele da solo e pio venderle a prezzo stracciato!

05
feb
09

El “Arbol de especias”: Pimienta, canela y orégano en un solo árbol!

El “Arbol de especias”: Pimienta, canela y orégano en un solo árbol!

No tiene mucho que me enterè que en una nota de la revista México Desconocido No. 21 Agosto 1978, se encuentra un interesante artículo lubricador de mentes inquietas que habla de un árbol en el pueblo mexicano de Motzorongo, Veracruz, “que la corteza es canela, las hojas al molerse orégano, y el fruto granos de pimienta, el artículo menciona que es un vástago del árbol original robusto y grande al que los años y algún vendaval habrían derribado, no se trata de un injerto, se ignora quien lo plantó o como se produjo ese milagro y según un jardinero del lugar los intentos por reproducirlo han sido infructuosos”.
He pedido informacciones a la revista “México Desconocido” pero todavia no me contestan! Tambien encontrè otra nota en internet sobre el mismo arbol, parece que es una respuesta de algun desconocido aficionado:
“Imagino que tampoco hay que tomárselo al pie de la letra y el relato quiere decir que de ese árbol se aprovecha la corteza, hojas y frutos con fines similares a los de la canela, el orégano y la pimienta, pero nunca podría ser que de la corteza se obtuviera canela (Árbol, género Cinnamomum, fam. Lauraceae), de las hojas se obtuviera la especia denominada orégano (Mata, género Origanum, fam. Lamiaceae) y de los frutos se obtuviera la pimienta (Arbusto, género Piper, fam. Piperaceae) o Pimienta de jamaica (Árbol, género Pimenta, fam. Myrtaceae) u otras pimientas que existen.
Eso al menos es la interpretación que puedo darle o que simplemente se trata de una leyenda no comprobada.”

Lastima senores, ese arbol no es una leyenda, ese arbol existe de verdad y si se encuentra en el pueblo de Motzorongo, Veracruz.

En nuestro ultimo viaje a Motzorongo (Agosto 2008) fuimos a tomar unas fotos de el unico y maravilloso “Arbol de especias”, asi es conocido entre la gente del pueblo.
El arbol se encuentra en la Colonia Empleados del Ingenio junto al viejo Hotel:

En estas imagenes se puede ver que le arbol se encuentra entre el Hotel y la cerca de ladrillos; como no se ecuentra muy bien por el descuido, alguien les puso unos palos de madera para sostentarlo.

El arbol de especias EL arbol

Parece que este arbol es unico y nadie sabe quien lo puso alli. Es un vástago del árbol original que supuestamente era mucho mas grande. He oido tambien que en todo Mexico solo se encuentran 4 arboles de ese tipo, pero no pude comprobar esta noticia.
Lo que la gente dice es que el arbol es unico, hasta los de la television hicieron un reporte hace unos anos por lo mismo de su extranez.

Oja

En esta imagen se puede notar el detalle de los frutos que brotan.

Parece que las hojas al molerse se hagan orégano, y el fruto granos de algun tipo pimienta y tambien clavos .
Espero que la gente del pueblo no deje que el arbol se caiga o se muera. Espero que alguien pueda cuidarlo un poco y que le pongan tambien un letrero que esplique a todos lo que ese arbol representa para el pueblo y para Mexico.

Oscar

Escrito por: D. Zambra

02
feb
09

Bressan Bikes: una storia italiana

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Mio figlio corre tra i Giovanissimi di una società ciclistica locale e durante le gare mi è capitato spesso di vedere alcune meravigliose specialissime marchiate “Bressan”.

Ho scoperto alcune cose interessanti sulle Biciclette prodotte e sulla filosofia di questa grande azienda italiana:

“Quando si dice che la passione può far fare meraviglie!”

Messenger

Messenger

Oggi Bressan® è un’azienda che produce opere d’arte: biciclette mai uguali l’una all’altra, scrupolosamente curate, nate per soddisfare clienti esigenti e la grande passione creativa di Roberto Bressan, attuale titolare dell’impresa.
La realtà di adesso affonda le radici nel lontano 1942.

Family Portrait

Family Portrait 70's

Fu allora che per passione della bicicletta Bruno Bressan fresco dodicenne, entrò come apprendista in un piccolo laboratorio artigianale. Al tempo si costruivano biciclette adatte prevalentemente a soddisfare esigenze di trasporto. Volarono così gli anni di un fecondo praticantato finchè nel 1951 Bruno si sentì pronto a fondare la prima bottega. Nel frattempo non smise di coltivare la sua passione anche correndo e riuscì a collezionare ottimi risultati nella categoria dilettanti.

Vintage Blossom

Vintage Blossom

La costruzione di biciclette con il marchio Bressan® prese ufficialmente il via nel 1972. Dapprima i clienti furono gli amici del signor Bruno ma successivamente con l’aumentare della richiesta di biciclette su misura, si moltiplicarono. Oggi si possono annoverare fra quelli, futuri campioni come Simone e Davide Rebellin oltre a numerose squadre dilettantistiche e amatoriali.
Il 1981 vide l’ingresso in azienda del figlio Roberto, accomunato a Bruno da una smisurata passione per la bicicletta e profondo intenditore lui stesso. Roberto iniziò subito ad innovare portando molte nuove idee, che in un primo momento segnarono un contrasto con quelle del padre, il quale era legato alla tradizione morfologica della bicicletta; ben presto però il contrasto svanì e le nuove idee finirono per incontrare il gusto e le richieste dei clienti, regalando grosse soddisfazioni al marchio.
Nel 1985 venne costruita la prima mtb con il materiale disponibile sul mercato di allora: il prototipo rimase in esposizione per circa sei mesi senza sollevare alcun interesse da parte della clientela, che forse ancora non riusciva a intuire la modernità della proposta. Le prime richieste di mtb iniziarono a fioccare un paio di stagioni dopo e provenirono principalmente dagli appassionati di escursionismo di montagna che le ebbero notate durante le escursioni tra le vette.

Nel 1987 fu costruita da Bressan® la prima vera mtb da competizione, con tubazioni ‘Columbus’ in acciaio cromo-molibdeno saldobrasate, montata SunTour 9000, con freni a camme: semplicemente fantastica!
Da allora Roberto Bressan, mettendo a frutto l’efficace e leggendaria esperienza del padre Bruno non ha smesso di sbizzarrirsi nella costruzione di una vasta tipologia di biciclette: dalle ‘super-leggere’ da strada (con nuove geometrie sloping dal 1994) alle ‘city’ derivate dalle bici da corsa; dalle mitiche mtb alle nuovissime trekking, ovvero l’ultima generazione di mtb con ruote da 28 biammortizzate di svariati sistemi ammortizzanti.

BellaVita

BellaVita

E la storia di Bressan® continua! Con sempre nuovi progetti in testa! Tra i quali le biciclette Fixed “Messenger” e Vintage.

Riportiamo una frase del Sig. Roberto Bressan:

“SPERO CHE CON LE FISSE RIUSCIREMO A METTERE IN BICI TUTTA UNA GENERAZIONE DA 15 AI 25 ANNI CHE NON SA’ PIU’ CHE COSA SONO LE BICICLETTE E LO SPIRITO CICLISTICO, NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI AFFARI MA DI COSCENZA EDUCOAMBIENTALE”

Ringraziamo per i testi e per le foto: www.bressanbike.com

ed in particolare il Sig. R. Bressan che da grande appassionato ci ha gentilmente fornito le informazioni.

Febbraio 2009     D. Zambra





Urka

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