23
lug
09

La morte del cappellino da ciclista


La ‘morte’ del cappellino (di H. Van Dyck – vandyck@libero.it)

via ilmurodigrammont

Una recente disposizione dell’UCI ha stabilito l’obbligatorietà del casco per tutte le gare professionistiche. I corridori, proprio tutti, saranno obbligati ad indossare il caschetto.
Questo indirettamente comporterà la “morte” del cappellino.

Il cappellino è scomodo ed inutile se indossato sotto il casco. Inevitabilmente sarà utilizzato sempre più raramente, magari solo nelle prime gare di stagione per proteggersi dal freddo.
Quello che per anni, per molti decenni, è stato il simbolo distintivo più caratteristico dell’atleta ciclista diventerà ben presto un ricordo lontano.
Tra molti anni guardare una foto di un ciclista col cappelino farà pensare… “ad un’altra epoca” allo stesso modo in cui oggi lo si fa guardando una foto di un ciclista con i puntapiedi o fili dei freni che, ad arco, sormontano il manubrio.
Ha resistito per anni, sostituendo pian piano la coppola utilizzata dai ‘pionieri’ di questo sport nei primi anni del secolo. Ha resistito alle timidissime mode della fasce ( vi ricordate il primo Fignon ?) e della bandana.
Molte immagini legate al poco costoso copricapo si spegneranno lentamente nella nostra memoria o assumeranno un valenza epica.
I tempi in cui Pantani, prima di scattare in maniera decisiva in salita, si liberava del berrettino giallo della Mercatone Uno. Corridori che in piena azione , con il busto eretto, si frugano le tasche della maglia per cercare o riporre il berrettino. Le suppliche dei ragazzini ai ritrovi di partenza o dopo l’arrivo che chiedono al loro campione preferito “Mi dai il cappellino ?”. Nessun telecronista per indicare un determinato atleta dirà: “… quello con il cappellino alla belga…” cioè quello che l’ha ruotato fino ad avere la visiera sulla nuca. L’originalissimo cappellino di Tafi con il buco (una esagerata presa d’aria).

Quattro falde di stoffa, un elastico, una falda di plastica o cartone, cuciture aggiuntive per creare delle grinze che sembrano dividere in due ogni falda, qualche volta una striscia tricolore o iridata per impreziosirlo (vedi foto cappello Hitachi).

Addio cappellino.

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1 Risposta a “La morte del cappellino da ciclista”


  1. 1 daniele
    14 ottobre 2009 alle 17:47

    Il mio cappellino sta bene, grazie, e si tocca.
    Viene usato d’estate, sotto il casco che o fa un male porco o diventa una trappola per le api piu’ incazzevoli.


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