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Lug
09

mi sfogo sul doping

News sul Ciclismo:

mircera

Di Luca è dopato,Rebellin è dopato, Boonen è cocainomane, Riccò è dopato, Piepoli è dopato, Beltran è dopato, Petacchi è dopato….. ho controllato la lista ufficiale di luglio dell’UISP e di nomi ce ne sono ben 114!

Questa è solo la punta dell’Iceberg, ma la cosa che mi fa incazzare di più è che tutti questi avevano “buone parole” per Marco Pantani………..è facile fare il frocio col culo degli altri.

Adesso che Marco non c’è più che usino il loro culo!


9 Risposte a “mi sfogo sul doping”


  1. 1 Fausto Piccinini
    Luglio 29, 2009 alle 11:24

    Ciao
    Personalmente credo che Marco aveva l’opportunità di salvare il ciclismo confessando la verità del gruppo. Lui ne era diventato il capo, era entrato nel cuore della gente e il popolo del ciclismo avrebbe aperto gli occhi, forse capito e probabilmente perdonato. Così non è stato, il segreto di Pulcinella giace con lui, i dubbi restano ed in gruppo la situazione, se possibile, è peggiorata. Ti propongo un altro elenco, comprensivo di tutti gli sports, e vedrai che la lista va ben oltre il tuo 114.
    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_doping_cases_in_sport

  2. 4 Maurizio
    Luglio 29, 2009 alle 18:13

    Io ritenevo che Marco non fosse dopato,
    per lo meno fino a quando correvamo assieme il Giro Dilettanti che vinse.
    A motivare questa mia convinzione fu una dichiarazione dell’allora DS della rappresentativa
    Emiliana, il quale al termine della vittoriosa tappa di Alleghe disse la sera in albergo:
    “E pensare che i medici dicono che attualmente Marco è al suo 40% della maturazione psico-fisica”. Subito a questa dichiarazione pensai, sono parole che si dicono presi dall’euforia di chi sta per vincere qualcosa di importante.
    Mi sono poi ricreduto quando ho visto ciò che ha saputo fare nei professionisti,e mi dicevo:vuoi vedere che quel dottore aveva ragione.
    Discorso parellelo lo feci anche per Rebelin, pensavo: E’ da quando corre fin dagli esordienti che vince,ha un motore senzaltro superiore alla media.
    Ora dopo tutti questi 114 della lista dei positivi non mi incazzo a sapere chi incula chi in quell’ ambiente
    Ma mi rode e mi chiedo: quanti sono quelli che messi al bivio hanno detto: no grazie io mi fermo qui perchè non me la sento di combattere ad armi pari con questi personaggi.
    Qualcuno me lo sa dire?

    • Luglio 30, 2009 alle 11:03

      Spero e credo che tu sia Maurizio Semprini, ti ringrazio di aver scritto al Blog (quasi nessuno lo fa, non si espongono).
      Mi fa piacere che qualcuno dica le cose come stanno.
      Devi pensare che ho un figlio che corre e prima o dopo dovrà arrivare al “Bivio”, spero che per quel tempo sia più facile prendere la decisione giusta, che è una sola, quella che hai preso tu.
      Credo che Pantani davanti al bivio con due strade sia stato l’unico prendere per i prati, nel senso che si è creato una strada “nuova”, non poteva smettere e non poteva perdere.
      Ha preso la strada del sacrificio personale immolandosi nel nome del ciclismo, forse, col senno di poi, visto che ormai non correva più, avrebbe potuto anche fare i nomi di tutti, ma la paura per se stesso e per la famiglia lo hanno fermato.
      Ho letto che le pareti da Lui scritte erano state frettolosamente cancellate, ma chi si prende la briga di cancellare qualcosa di scritto se non è screditante per altri…c’erano i nomi sulla parete… ne sono certo!

  3. 6 eleonora
    Luglio 30, 2009 alle 11:50

    Io credo che a volte serva piu’ coraggio a mollare per non omologarsi alla massa e rinunciare ad un sogno , che adeguarsi allo scorrere degli eventi in modo passivo.

    Mauri forse ti mettero’ in imbarazzo ma ti ripeto che hai la mia piu grande stima per la scelta che facesti anni fa e questo ti rende il mio campione!!
    i l y

  4. Luglio 30, 2009 alle 12:54

    @ Maurizio: ho trovato questo articolo
    http://www.sanihelp.it/news/scheda/3750.html
    Ma davvero funziona così; viene un personaggio della FCI e chiede: “chi vuole fare la punturina?”.
    Hai fatto bene, spero che non Ti abbiano tolto la passione per la bici.

  5. 8 Maurizio
    Luglio 30, 2009 alle 13:33

    Io ho raggiunto disceti livelli
    ma mai sono entrato nell’orbita della nazionale, quindi non posso dire cosa ti propone la federazione.
    A me ha tolto l’entusiasmo delle competizioni ma non l’amore per il ciclismo
    In ogni caso il rancore rimane.
    Se avessi un figlio oggi come oggi non so se lo inizierei all’agonismo, con i mezzi di informazone che ci sono ora e alcuni provaider di matrice dell’Est mettono on-line medicine free. Cominciando a oscuare questi server potrebbe essere un buon punto di partenza pei i nostri figli.
    Nel caso contrario,al giorno d’oggi, la vedo dura che occorrono 7 anni di dilettantismo per arrivare al famoso Bivio.
    Ma (vedi gli ultimi italiani Juniores a Imola), molto ma molto prima ti si presta.

  6. 9 ANTONIO
    Agosto 21, 2009 alle 21:47

    Caro Maurizio ti capisco perchè abbiamo fatto la stessa scelta, vedi il problema è che prima il direttore sportivo si faceva per passione, oggi è diventato un mestiere e molte società per accaparrarsi sponsor non si fanno scrupoli.
    Ciao e viva il ciclismo pulito


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