Cerca

S K A T O F I X

a life on two wheels and other passions

ATLAS Studio Session

ATLAS at the White Night

“The Pranching Pony Inn” Guest-House

ATLAS Live at the White Night Video

Atlas

17 Novembre 2016

Grande Spettacolo alla Serata Bianca del nuovo Talent Show musicale della DoNotRecords di Pippo Palmieri e DJ Spine “ALL MUSIC FACTORY Talent Show”presso lo storico locale BoboCubaLibre di Sesto Calende. Bellissimo ed emozionante il percorso degli ATLAS che ha portato il gruppo alla semifinale della Serata Bianca esibendosi nel cavallo di battaglia, Drown dei Bring Me The Horizon e nel nuovissimo inedito della band dall’evocativo titolo “Burn”. Comunque sia andata, i ragazzi della Band più giovane ed internazionale di tutte le edizioni del talent show firmato dalla DoNotRecords del grande Pippo Palmieri e del mitico DJ Spyne, hanno ricevuto complimenti e congratulazioni per la partecipazione al talent e le grandi capacità musicali del gruppo. Gli ATLAS vogliono ringraziare tutto lo Staff del BoboCubaLibre di Sesto Calende, un grande amico Roberto “Bobo” Scavello, la DoNotRecords, il mitici DJ Spine & Pippo Palmieri, lo Zoo di 105

View original post 423 altre parole

ATLAS – Burn

Atlas

atlas-burn-square-song-cover

ATLAS Live on Stage at the semifinals in the All Music Factory “White Night” performing the new single of the band with a flaming evocative title: “Burn”.

November 17, 2016

Big Entertainment at the new White Night DoNotRecords Talent Show Music “ALL MUSIC FACTORY Talent Show” at the historical club BoboCubaLibre in Sesto Calende. Beautiful and exciting path of ATLAS that led the group to the semifinals of the event in the White Night performing, for the first time, the new great single of the band with the title: “Burn”. 

The ATLAS are grateful at all BoboCubaLibre staff of the, a great friend Roberto “Bobo” Scavello, the DoNotRecords, the legendary DJ Spine & Pippo Palmieri, Zoo 105Loris The Voice from RTO, Francesco De Giorgi, Nicky Valvano, Luca from RTO the other Radio, Fabio Merlin, Kristal VoiceAndrea Giammarino; and all our friends and supporters.

For Live Concerts…

View original post 29 altre parole

ATLAS Soundcheck at the Pranching Pony Inn

ATLAS Live at the ALL MUSIC FACTORY Semifinals — Atlas

via ATLAS Live at the ALL MUSIC FACTORY Semifinals — Atlas

ATLAS November Exhibition — Atlas

via ATLAS November Exhibition — Atlas

ATLAS The Movie – Trailer — Atlas

 

ATLAS “The Movie” Trailer by @empytek_ , Live exhibition at BoboCubaLibre – DoNotRecords “All Music Factory” Talent Show Thanks to all our fans and friends. Our special thanks to: BoboCubaLibre Staff, Roberto “Bobo” Scavello, DoNotRecords, DJ Spine & Pippo Palmieri, lo Zoo di 105, Loris The Voice di RTO, Francesco De Giorgi, Luca di RTO L’altra Radio. FOLLOW US ON: ATLAS OFFICIAL FAN […]

via ATLAS The Movie – Trailer — Atlas

White Night for the ATLAS — Atlas

This is a public service announcement ….with guitar! The ATLAS regain a place in the DoNotRecords “ALL MUSIC FACTORY” Talent Show, for the participation at the WHITE NIGHT November 17, 2016 at BoboCubaLibre in Sesto Calende (VA) Italy. Non si può certo dire che manchino le novità al nuovo Talent Show musicale della DoNotRecords di Pippo Palmieri e […]

via White Night for the ATLAS — Atlas

ALL MUSIC FACTORY TALENT — Atlas

ATLAS Live Exhibition at the Do not Records ALL MUSIC FACTORY TALENT SHOW in Sesto Calende BOBOCUBALIBRE, passing next step at the semi-finals.

via ALL MUSIC FACTORY TALENT — Atlas

Atlas Live at the All Music Factory talent show — Atlas

ATLAS Live Exhibition at the Do not Records ALL MUSIC FACTORY TALENT SHOW in Sesto Calende BOBOCUBALIBRE, passing next step at the semi-finals. One Last Breath and Sleepwalking Covers

via Atlas Live at the All Music Factory talent show — Atlas

ALL MUSIC FACTORY Friday 14 October — Atlas

via ALL MUSIC FACTORY Friday 14 October — Atlas

Live at the “ALL MUSIC FACTORY” Contest

Atlas

LOCA - MusicFactoryBobo2016.jpg

Info:

www.bobocubalibre.com

www.donotrecords.com

Come and vote for us ! September 30

View original post

One Day at Pauls’s Cantina

New Atlas stickers

Atlas

atlastickers-2

Art & Picture by @empytek

View original post

Amarcord: Aprilia Tuareg Rally 125

Amarcord: Aprilia Tuareg Rally 125

La più bella moto del mondo !

Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta

Negli anni Ottanta i motociclisti sedicenni, in maniera maggiore rispetto agli altri, si dividevano un po’ in due categorie: stradisti ed enduristi. I 125 dell’epoca avevano motori e prestazioni simili, anche se ovviamente i modelli stradali disponevano di una manciata di cavalli in più e di rapporti più lunghi rispetto agli omologhi modelli da entrofuoristrada (con i quali molto spesso condividevano il propulsore, opportunamente rivisto a seconda dell’utilizzo).

Le preferenze dunque erano molto spesso di ordine pratico, estetico o “parentale”, nel senso che alcuni ripiegavano sull’enduro per evitare di impensierire troppo i genitori, spaventati, spesso a torto per i motivi sopraccitati, dalle elevate potenze che i 125 avevano e dalle velocità altrettanto elevate che le stradali raggiungevano rispetto alle enduro, ma c’era anche chi con le 125 enduro metteva i primi passi fuori dall’asfalto, scoprendo spesso una passione che in molti è rimasta anche in età più matura.

All’epoca poi la Parigi-Dakar era mediaticamente molto seguita, tanto quanto il Motomondiale, per cui le enduro riscuotevano un discreto successo. E poi erano più comode per portare a spasso le ragazze… Una delle enduro di maggiore successo è stata senza dubbio l’Aprila Tuareg 125, anche se venne declinata in diverse cilindrate, a seconda delle versioni: 50 e 250 con motore a due tempi, 350 e 600 con propulsore a quattro tempi. Nel 1983 Aprilia aveva in listino la RX 125, che era decisamente un mezzo troppo professionale per essere considerato una enduro stradale.

Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta

L’anno successivo presenta dunque la prima ETX 125, che monta per la prima volta un motore Rotax, il 126 con ammissione lamellare, raffreddamento a liquido e miscelatore separato, ma senza la valvola di scarico RAVE, alimentato con un carburatore PHBH 26. La Dakar affascina sempre di più e così nel maggio ’85 presenta la prima Tuareg, che condivide con la ETX gran parte della ciclistica ma non le sovrastrutture, come il serbatoio da 16 litri invece di 10, o i paramani. A partire dall’85 sia la nuova Tuareg che la rinnovata ETX, presentata poco dopo, montano il nuovo Rotax 127 con valvola pneumatica RAVE allo scarico.

Il nuovo motore dichiara 26 CV all’albero (quelli effettivi alla ruota sono poco più di 20), la velocità massima è di poco inferiore ai 130 km/h e il peso di 124 kg. Viene commercializzata a 3.780.000 lire nelle versioni cromatiche rosso/giallo o blu/giallo. L’anno successivo arriva già un primo restyling, che comprende la nuova colorazione bianco/rosso, l’avviamento elettrico opzionale e il freno a disco anche sulla ruota posteriore.

Contemporaneamente, come per la ETX, esce anche la versione 350 con motore quattro tempi da 33 CV a 7500 giri, ma soprattutto la prima Tuareg Rally, che con il suo motore Rotax 127-GS da 34 CV a 10.750 giri, alimentato da un carburatore da 34 mm (Dell’Orto PHBE34SU), unitamente a un peso dichiarato di soli 100 kg, ne fanno un mezzo molto specialistico. 

Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta

La mancanza sia dell’avviamento elettrico quanto quella del miscelatore separato (SU), nonché il prezzo (vicino ai 5 milioni) (Veramente 5.250.000 Lire) e la potenza elevati, rendono il Tuareg Rally un mezzo molto richiesto solo nell’ambito dei veri appassionati di fuoristrada, che possono contare anche su una ciclistica sopraffina e dedicata a questa pratica, più che a utilizzo on-off. Della Rally esiste anche la versione 250, con motore Rotax 244-GS sempre a due tempi, con 47 CV a 8000 giri, che già nell’84, in versione sperimentale, fu portata dal pilota Andrea Balestrieri alla vittoria del Rally di Sardegna.

Per entrambe le cilindrate è disponibile un kit competizione che comprende filtro aria, getti carburatore del massimo più grandi e marmitta libera non omologata (tutto sul Libretto).

Le mode cambiano e nel 1987, sulla scia delle competizioni africane, arriva la (brutta) versione carenata del Tuareg con doppio faro e parafango basso, nelle colorazioni blu/bianco con sella blu e rosso/bianco con sella rossa. Il motore è il nuovo Rotax 127 derivato da quello della AF1 Project 108, con valvola RAVE 2 e avviamento elettrico.

La potenza dichiarata è sempre di 26 CV e la velocità massima di poco superiore ai 130 orari, mentre il prezzo arriva a sfiorare i 4 milioni. L’anno successivo è la volta della Tuareg Wind, che verrà declinata anche nella cilindrata 600, oltre che nella 350 e 50 con motore Minarelli. In questa versione però il Tuareg diventa decisamente più stradale e pesante, tanto che le versioni 50 e 125 risultano decisamente sovradimensionate, nonostante il nuovo motore Rotax 123 più potente ed elastico del precedente, che sulla ottavo di litro sviluppa 28 CV per una velocità massima prossima ai 140 all’ora.

Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta

La nuova versione ha sovrastrutture più grandi, come il codino, il serbatoio con due tappi e un portapacchi più largo; inoltre la forcella ha gli steli rovesciati da 38 mm e il prezzo sale sensibilmente fino a ben 4.808.600 lire. La versione 350 mantiene la potenza di 33 CV, mentre il nuovo 600 sviluppa 46 CV a 7000 giri. La Wind si evolve ulteriormente nel 1989 con un nuovo telaio irrobustito e un nuovo freno anteriore da ben 300 mm, mentre il motore viene affinato a livello della valvola di scarico, sviluppando una potenza effettiva alla ruota di oltre 26 CV per 140 km/h reali.

Nello stesso anno si rinnova totalmente la Rally, disponibile da ora solo nella cilindrata 125 a un prezzo piuttosto elevato, che supera i 6 milioni. la linea presenta una carenatura con doppio faro, ma con parafango anteriore alto; l’avviamento rimane a pedale ma ora c’è il miscelatore separato. Difficile ottenere prestazioni superiori al vecchio modello, ma la nuova Rally, alimentata da un carburatore VHSB 34 LD, riesce a sviluppare oltre 32 CV alla ruota, per una velocità massima superiore ai 140 km/h.

Le versioni dei due anni successivi continueranno a migliorare, soprattutto dal punto di vista della ciclistica. Nel frattempo le mode cambiano ancora, i serbatoi si rimpiccioliscono e arrivano sul mercato la più stradale Pegaso, che sostituirà la Wind, e la RX 125, che condivide il propulsore del Tuareg ma con una ciclistica molto più leggera e con migliori prestazioni fuoristrada, tanto che la Casa di Noale ne schiererà alcune nel campionato mondiale di enduro. Si chiude così l’epoca “dakariana” di questo 125, che va in pensione dopo oltre un lustro di gloriosa carriera.

Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta
Tuareg, l’enduro di casa Aprilia più desiderato dai sedicenni negli anni Ottanta

Di  mercoledì 23 maggio 2012

Via Motoblog.it

Presto altre news tecniche.

2/6/2016 il giorno che il #Vigorelli di #Milano tornò dalla sua gente

IL NUOVO CHE SA DI ANTICO: LE

Sorgente: 2/6/2016 il giorno che il #Vigorelli di #Milano tornò dalla sua gente

20 Years of HDDs

20 Years of HDDs

36 HDDs of the last 20 Years in a frame; Artwork by Davide, Emiliano and Oscar Zambra.

In remember of Kevin Mitnick (picture of Skeet Ulrich at the phone, taken from the movie Takedown – 2000). This film is based on the story of the capture of computer hacker “Kevin Mitnick”

Kevin Mitnick is quite possibly the best hacker in the world. Hunting for more and more information, seeking more and more cybertrophies every day, he constantly looks for bigger challenges. When he breaks into the computer of a security expert and an ex-hacker, he finds one – and much more than that…

Artwork by Artwork by Davide, Emiliano and Oscar Zambra.

Excentricidad botánica en Motzorongo

Por khristoff.com Via http://motzorongo.com.mx

Entre las historias románticas que aun se cuentan en nuestro país existe una en especial que habla de un árbol ubicado en el pueblo mexicano de Motzorongo y cuya existencia podría pasar desapercibida para la mayoría de sus habitantes. Se trata de El árbol de las tres especias, cuyo origen es realmente un misterio porque en él se encuentran pimienta, canela y orégano en el mismo árbol, se localiza en la Colonia de Empleados del ingenio Central Motzorongo, entre el hotel y la cancha de tenis. Lo que algunos consideraban como una leyenda, en realidad existe.

En agosto de 1978, la revista México Desconocido de Harry Möller en su número 21, publicó un reportaje sobre este curioso árbol. La revista consistía en una publicación mensual cuyo precio por ejemplar alcanzaba los 20 pesos y entre su contenido se encontraban reportajes de lugares curiosos y desconocidos del país con el objetivo de promover el turismo. La revista aun continúa en circulación nacional, solo que ahora bajo la dirección editorial de Eduardo Scheffler en su edición digital y de Beatriz Quintanar en su edición impresa.

Lo que a continuación leerás es el artículo original íntegro publicado por la revista hace más de 35 años, claro, con sus respectivas adaptaciones gramaticales.

El árbol de las tres especias.

Portada del número 21

Portada del número 21

Como todos sabemos, hay regiones mexicanas en las que la tierra es tan fértil que llega a producir cosas extrañas y hasta increíbles. Para ver algo de esto último le sugerimos, por ejemplo, visitar una región veracruzana famosa por su producción cañera de infalible puntualidad: Motzorongo.

No se trata, exactamente, de un viaje hacia algo insólito; tal vez no sea ni siquiera espectacular, pero sí sumamente ilustrativo (a nadie le hará daño conocer en detalle la larga historia que ha de tener lugar para que pueda uno poner al café una cucharada de azúcar).

El punto de partida es Córdoba, la antigua estación de diligencias en el primer camino carretero que hubo en México.

Puestos en marcha, a 38 kilómetros rumbo a Veracruz, en un paraje llamado Piedra Movible (1 kilómetro a la izquierda), hay la pequeña curiosidad de una piedra de basalto, con un peso aproximado de dos toneladas, que hasta un niño puede hacer oscilar.

Siguiendo por la carretera principal, en el kilómetro 397, en La Tinaja, ha de tomarse la carretera hacia Tierra Blanca; poco antes de llegar a ésta (a 14 kilómetros de La Tinaja), en Mata Redonda o El Amate, se tomará la desviación a la derecha; es el camino de los ingenios. Irá cruzando arroyos y ríos como el Amapa (no el Jamapa), e internándose por tierras donde cruza la indefinible y abstracta frontera entre Veracruz y Oaxaca. Son las tierras excepcionalmente ricas de los ingenios azucareros de gran abolengo. Al paso por el camino se va presenciando en interesante secuencia el proceso de preparación de la tierra, la plantación, el cultivo, el corte y el traslado de la caña hacia los ingenios.

La prisa es lo único moderno.

¿Ha visto usted recientemente el espectáculo de la caña de azúcar en flor, en apretados muros donde cada planta alcanza hasta 4 metros de altura? ¿Y lo han visto sus hijos? Todos los valles y colinas, por kilómetros enteros, lucen el móvil penacho de la sedosa flor, color plata y violeta, que anuncia la bonanza: el tiempo de corte. Esto puedo verse en cualquier tiempo porque las áreas se siembran en fechas alternadas.

El árbol en la actualidad

El árbol en la actualidad

En cuestión de un día, o de horas, la extensión queda devastada. No ha de darse tiempo a que el sol seque la caña mermándole jugo y peso. Con rapidez y coordinación que ya quisieran para sí muchas operaciones militares, se inicia un ciclo: el brazo de corte, la recolección, la estiba, la carga en larguísimos convoyes, la descarga y la molienda; todo en una frenética carrera contra el tiempo. En todo esto lo único moderno es la prisa, lo demás viene haciéndose igual que hace trescientos años. Claro que los primitivos trapiches han sido reemplazados por modernos monstruos mecánicos que devoran toneladas de caña cada hora. Es fascinante ver a la insaciable máquina devorar montañas de caña día y noche, escupir un líquido espumoso y aromático que los mecanismos centrífugos convierten en fragante polvo llamado azúcar mascabado (del portugués mozcabado, menospreciado). En las bodegas se forman montañas que semejan un brillante Sahara. Junto a un cerro de nueve mil toneladas de azúcar, el tamaño de un hombre se empequeñece hasta parecer casi el de una hormiga.

Hacia lo insólito.

Árbol de las tres especias

Árbol de las tres especias

Dejando atrás el eficiente ingenio Las Margaritas, la carretera asfaltada recorre paisajes estupendos en la escala de los verdes y en la suave ondulación de las colinas; se pasa por parajes formidables en los arroyos y ríos con frescas, umbrías pozas perfectas para el regocijado baño refrescante.

Poco después se llega a Motzorongo, y tras un ingenio enorme y feísimo, buscando la diminuta estación del ferrocarril (y junto a ella un viejo hotel), usted llega al costado izquierdo de ese mismo hotel y ahí, en un jardincillo, encontrará un árbol como no había visto otro en su vida: la corteza es canela, las hojas son orégano, y el fruto granos de pimienta. Así es: canela, orégano y pimienta en un solo árbol. Es un vástago del árbol original, robusto y grande, al que los años y algún vendaval habrán derribado. No se trata de un injerto. Se ignora quién lo plantó o lo descubrió o cómo se produjo este milagro vegetal. Hasta ahora han sido infructuosos todos los esfuerzos hechos por reproducir la especie, según lo confirma el viejo jardinero del lugar, que nos habla de los incontables intentos fallidos. Hace 20 años, el árbol original lucía una gruesa placa de bronce hecha colocar por la Secretaría de Agricultura, dando fe de su carácter extraordinario y único en el país. Cosas así son las que hacen interminable este México desconocido.

A un paso de Motzorongo está Tezonapa, pueblo típico de las concentraciones de obreros empleados por los ingenios; su mayor peculiaridad es su calle principal, límite estatal: una acera corresponde a Veracruz y la de enfrente a Oaxaca.

Para el regreso por otra ruta pueden intentarse los 60 kilómetros del camino de terracería revestida que va por Motzorongo a Omealca y poco después de Yanga entronca con la carretera Córdoba-Veracruz. Es también región cañera, sumamente calurosa (como Motzorongo), y con estupendos paisajes tropicales.

Artículo original de la revista en 1978

Artículo original de la revista en 1978

Fuentes:

Möller, Harry. (Agosto, 1978) México Desconocido, No. 21, 8-9p.

ARTICULO ORIGINAL AQUI – VISITE MOTZORONGO

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑