drag
Il Monte Caio è senza dubbio uno dei più rilevanti massicci montuosi ed è stato più volte definito il più bello fra tutti i monti dell’Appennino Parmense, ricco di boschi, fontane, di cui, la più importante è la fonte storica che scaturisce sotto l’eremo di San Matteo e si raccoglie in un tronco d’albero.
Ha grandi pascoli, prati e praticelli dovunque, coperti di fiori e piante medicinali molto ricercate dagli erboristi.
Ha spunti panoramici di rara e meravigliosa bellezza. A quota 1430 mt. si trova poi un piccolo laghetto profondo appena 40 cm, alimentato da una sorgente sotterranea ricca di fascino. Esso si caratterizza per la presenza di valli e vallette, incise da rii e torrenti; due si originano dalle sue pendici:
la Val Bardea che nasce in prossimità del Lago delle Ore e si sviluppa verso Est raggiungendo il torrente Enza in località Ranzano;
la Val Parmossa che prende origine dal lago del Pian della Giara (località nei pressi di Schia), sviluppandosi verso Nord-Ovest fino a raggiungere il torrente Parma in località Pastorello.
I contorni sono inoltre definiti dalla Val Parma verso nord-ovest, dalla Val Bratica verso sud-ovest, dalla Val Cedra verso sud e dalla Val d’Enza verso est.
L’area del massiccio del Caio si presenta geologicamente omogenea, si caratterizza, infatti, per la quasi esclusiva presenza del Flysch del Monte Caio, il Monte si compone inoltre di numerose cime e crinali che si irradiano dalla vetta principale (punta F.Bocchialini mt. 1584):
• Cresta Nord-Ovest: Monte Novellara (mt. 1219) e Groppo d’Agna (mt. 1165);
• Cresta Nord-Est: Monte Pesdonica (mt. 1303) e Monte Rotondo (mt. 969);
• Cresta Est: Corno di Caneto (mt. 1423) e Monte Botta (mt. 1027);
Costa del Dragolare: Monte Cornata (mt. 1191), Monte La Penna (mt. 1351) e Monte Castello (mt. 972);
• Cresta Sud-Ovest: Punta Fegni (mt. 1485) e Groppo del Cardello (mt. 1399).
In questa area è racchiuso un ambito di notevole interesse naturalistico, sia per la fauna, sia per l’eccezionale presenza di specie floristiche di natura prettamente alpina.
Si presume siano i resti della migrazione vegetazionale verso sud verificatasi durante l’ultima glaciazione, terminata circa 10000 anni fa, a causa del progressivo irrigidimento del clima e dell’avanzamento delle fonti glaciali fino alla fascia ora occupata dalle colline moreniche che racchiudono, verso la pianura, i grandi laghi lombardi.

L’itinerario parte dalla cittadina di Palanzano ed è un anello di circa 33 Km.

E’ in programma per fine Agosto 2008.