Durante la colonia estiva in Valsavaranche con l’oratorio, nel week-end dedicato alla visita dei genitori, noi ragazzini aspettavamo l’arrivo del pullman dei nostri sulla strada. Al posto del pullman arriva rombando un omone a cavallo di una grossa moto rossa. Si ferma, parcheggia, si toglie il casco…. Era lo zio di Michele con la nuova moto…..un mito!

Credo che si trattasse della mitica Honda CB 1100 R, una moto pazzesca, grossa, massiccia, potente sembrava uscita dalla pista………….noi ragazzini subito a vedere il contakm per vedere quanto faceva !

Da li a poco saremmo diventati quattordicenni cinquantinizzati.

La prova della CB1100R è su http://www.motociclismo.it/cms-motoepoca/ Motociclismo d’Epoca di questo mese….lo trovate in edicola.

Risposta di Michele:

Ricordo quando la prese, Marzo 82 : la usava sempre, tutti i giorni per andare a lavoro e alla domenica (da solo, senza mia zia data la sella monoposto, un grande !). Il casco lo metteva solo quando tirava, quando andava in autostrada.
“Oh, dopo i 180 non respiri piu’, il casco li ci vuole”. La prese insieme al Beppe, il quale pero’ prese una 900 bol d’or, piu’ o meno la stessa moto ma meno estrema.
All’epoca era quasi come comprarsi un Ducati RR oggi : era davvero una moto unica e rara, mi pare costasse 12 milioni e rotti.
Presa da poco venne a trovarci in Val Formazza, una domenica che eravamo su a sciare. Era praticamente inverno.
Quella volta in Valsa arrivo’ con la tuta in pelle della Giudici bianca e rossa in tinta piu’ gli stivali abbinati, che ricordo giganteschi.
Cavolo Davide, te lo ricordi ancora ! Ma ti ricordi poi cosa successe ? Qualcuno di noi ragazzini durante la giornata gli chiuse il rubinetto della benzina.
Al momento di andarsene accese la moto al minimo, si vesti’, “Ciao zio”, PUF ! Moto spenta.
5 minuti di motorino d’avviamento, qualche sana madonna in Varesotto, per poi scoprire il rubinetto chiuso e concludere con le imprecazioni finali.
La prima volta che ci salii fu da passeggero dietro (se cosi’ si puo’ dire, incastrato nella sella, perche’ lui comunque la occupava tutta !) una sera d’estate da casa sua (Mulini) a casa mia (Abbazia).
Avevo una valigia sottobraccio vuota per mia nonna, io in pantaloncini, lui in infradito, tutti e due senza casco. Ero aggrappato a lui, non ha nenache maniglie e appigli, c’erano solo due pedaline di fortuna, giusto per le rarissime volte in cui portava mia zia.
Fece apposta a tirare, andava come un pazzo. Io ricordo che gli urlavo di fare piano ma non sentiva, tra l’aria e il motore. Urlai per tutto il tempo. Mi cagai addosso come pochissime altre volte in vita mia. Mi sembrava di essere stato su un astronave, mi sembrva di aver raggiunto e oltrepassato la velocita’ del suono.
Tanti anni dopo la provai da pilota e avevo un certo timore reverenziale. In effetti spingeva di brutto ma pesava anche tanto.
Oggi quella moto ce l’ha ancora in garage (insieme a una GoldWing amaranto che pero’ sta vendendo).
La CB non credo abbia mai avuto la tentazione o il coraggio di venderla. Il MotoMike (con il quale oggi e’ amico intimo) anni fa, dopo tanti anni di fermo, gliela rimise in posto e la uso’ ancora per qualche sgroppata (“Oh, ho fatto benzina alla Q8, sono andato ad Alessandria e son tornato a rifare benzina da lui che mi ha detto “Gia’ qui ?” Deh, ho trovato uno con un Suzuki, ostia come andava !”). Ha su credo poco piu’ di 20 mila km.
Rivederla oggi e’ davvero uno spettacolo, un opera d’arte.

M.G. & D. Z.